La storia tormentata dei centravanti del Milan si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo aver salutato Giroud, dopo aver provato Morata e aver accantonato Santiago Gimenez — anche per i problemi fisici del messicano — ecco che l’occhio si è posato su Jean-Philippe Mateta.

L’attaccante del Crystal Palace sembrava a un passo dal Milan, dopo aver sfiorato la Juventus a gennaio, ma un problema al ginocchio potrebbe mettere a rischio il trasferimento. Questo è ciò che racconta la cronaca. Poi c’è l’opinione, e quella è molto meno indulgente.

Giusto fare tutti gli accertamenti del caso, giusto approfondire per non cadere in un’altra potenziale trappola come quella di Boniface. Eppure il sapore amaro rimane. Non tanto per il valore assoluto di Mateta — buon attaccante nel pieno della carriera — quanto per le modalità, che sembrano sempre mettere da parte le esigenze immediate della squadra.

Si ragiona in queste ore di combinazioni soprattutto economiche: l’uscita programmata e mancata di Christopher Nkunku e la conseguente frenata su Mateta. Si ipotizza che a Casa Milan fosse stato pianificato un turnover “made in France”, senza tenere conto di una situazione molto più delicata. Ed è qui che nasce la mia personale delusione.

Domani si gioca a Bologna e la cartella clinica — questa sì accertata — dei giocatori offensivi è drammatica. Alla pubalgia di Leao e al problema alla caviglia di Pulisic si sommano l’assenza di Gimenez e un Fullkrug quantomeno a mezzo servizio. Paradossalmente, l’unico realmente arruolabile dall’inizio è proprio colui che, secondo qualche malalingua, non avrebbe nemmeno dovuto vestire questa maglia.

Pertanto, l’arrivo di una punta non è uno sfizio invernale, ma una necessità strutturale. A questo punto sorge spontanea la domanda: lo sapevano oppure no? Fullkrug sostituisce Santiago Gimenez, partente quasi certo la prossima estate e difficilmente a disposizione prima di fine marzo-primi di aprile. Se le condizioni di Leao e Pulisic preoccupano, perché arrivare all’ultimo giorno di mercato per cercare un innesto di livello?

Perché il Milan si infila sempre in queste situazioni? Anche su Santiago Gimenez circolavano voci secondo cui il problema alla caviglia fosse noto già al Feyenoord. Indiscrezioni, certo, ma alla luce di quanto accaduto con Boniface prima e con Mateta adesso assumono un peso diverso. La sensazione è che si vada quasi scientificamente alla ricerca di un giocatore “mezzo e mezzo”, e che eventuali problemi fisici diventino una leva per strappare condizioni più vantaggiose.

Sono suggestioni, forse. Ma il modo di operare della dirigenza rossonera, da quell’estate del 2023 in poi, non fa che alimentare sospetti e nutrire diffidenza. È vero che la malizia sta negli occhi di chi guarda, eppure non è ancora arrivata una sola ragione concreta per potersi fidare fino in fondo.

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