Bologna crocevia della stagione? Ogni partita del Milan lo è, per una semplice ragione. Questa è una squadra “nuova” che si basa su un blocco “vecchio” che sta cercando di rinnovarsi. In questa condizione, tutto resta sospeso. Ogni partita c’è la paura di cadere, ogni volta che questo non accade ricominciamo a crederci.

Scudetto? Parola grossa, eppure non impossibile a questo punto. Il Milan non perde dalla prima giornata, sta inserendo con efficacia le seconde linee, sta trovando dei condottieri straordinari.

Il primo è quello seduto in panchina, Massimiliano Allegri. Ha preso in mano una squadra derelitta, relegata fuori dall’Europa e allo sbando totale. In pochi mesi ha dato una dimensione difensiva, organizzazione, compiti precisi ai calciatori. I secondi sono Luka Modric e Adrien Rabiot, leader tecnici ed emotivi del gruppo, al pari di Mike Maignan.

Insomma, messa così la storia potrebbe sembrare addirittura da scudetto. La partita di Bologna ha mostrato un Milan da titolo?

La versione quasi perfetta della creatura di Allegri ha saputo coniugare atteggiamento e capacità da grande squadra. Ha affrontato spesso a viso aperto una squadra fin troppo garibaldina, ha mostrato capacità atletiche e di concentrazione sopra la media, ha persino creato (e purtroppo sprecato) molte occasioni per rendere il punteggio ancora più rotondo. Insomma, è stato un grande Milan.

Il mestiere di Allegri e la sua bravura si sono visti nella crescita di Koni De Winter, nel lavoro – ancora imperfetto ma costante – di crescita tattica di Athekame, nel far giocare tutti e mettere tutti al centro del progetto. Significativo, in questo senso, l’ingresso in campo di Ardon Jashari e la sua straordinaria applicazione in fase difensiva, oltre a un lancio celestiale per Fullkrug.

Sognare si può? Certamente. Altrimenti per quale ragione seguiremmo il calcio?

La speranza è quella di arrivare a fine aprile ancora con questa sensazione, ovvero di una squadra destinata a crollare da un momento all’altro e che invece non crolla mai.

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