La scorsa estate, nel video di presentazione su De Winter, dissi che “ha nel gioco aereo uno dei suoi punti di forza ed è pericoloso in attacco sui calci piazzati. Gioco aereo efficace e pulizia di passaggio, mentre deve migliorare giocando in un blocco difensivo basso e prendere coraggio nell’impostazione”.

Questi primi mesi di Koni al Milan hanno confermato le indicazioni che la sua carriera aveva già dato. Le prime uscite sono servite a me per preoccuparmi, a lui per crescere. La versione recente, quella sicura e di personalità, è molto più vicina al vero De Winter di quanto lo fosse la versione timida e remissiva delle prime uscite. Quello che sembrava un giovane perso e che aveva trovato il punto più basso a Doha, contro il Napoli, ha saputo riprendersi e grazie al lavoro e all’appoggio di Allegri ora sembra pronto a giocarsi il posto da titolare.

Il passaggio sulla fiducia è emerso anche nell’intervista rilasciata a Tuttosport: “La fiducia nel calcio fa la differenza e sentirla a parole e poi nei fatti dal tuo allenatore aiuta tanto”.

Ho diviso la stagione di Koni De Winter in quattro blocchi. Il primo, la fase di inserimento, ci racconta un giocatore usato principalmente nei finali di partita. Lo scarso minutaggio ha consigliato di non forzare troppo, eppure già qui si notavano due qualità, nascoste dalla timidezza: 100% di duelli aerei vinti e precisione passaggi sopra il 75%.

La seconda fase, tra ottobre e novembre, ha mostrato un De Winter utilizzato principalmente come strumento di possesso: sempre sopra quota cento per i tocchi a partita, oltre 95% di precisione nei passaggi. Inizia ad emergere il profilo di un giocatore affidabile in fase di possesso.

La terza fase, tra dicembre e gennaio, è quella più difficile, quella che fa gridare al tifoso impaziente “che pessimo giocatore!”, con la classica fretta che ci contraddistingue. Causa il rigore in Milan-Pisa 2-2 e viene annientato da Hojlund nella semifinale di Supercoppa. Nonostante le evidenti difficoltà, in termini di numeri Koni non crolla ma emerge il lato più pericoloso per un difensore, quello “spaventato”.

Poi, la ripresa: Cagliari-Milan (76/77 passaggi), Milan-Lecce (102/110 e 9 duelli vinti), Roma-Milan (gol) e Bologna-Milan (10 azioni difensive e 5 duelli vinti su 5). L’evoluzione è evidente, tanto da aprire la discussione se davvero al Milan potrà servire un difensore che sappia impostare oppure se affidarsi alla crescita di De Winter.

Il lavoro paga, in questo caso in maniera netta ed evidente. Bravo Koni, continua così!

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